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Khorasan

IL GRANO KHORASAN 

 Questo razza è originaria della regione persiana del Khorasan (da cui il suo nome, proprio ed originale) dove è tutt’oggi coltivato su terreni irrigui (…). Nella forma delle spighe e nella lunghezza dei grani rassomiglia molto ad alcune varietà di T. polonicum descritte da Seringe (botanico francese 1776-1858).

Presenta fusto con paglia sottile, simile ad una canna, di taglia corta o media (65-110 cm).

Il nome comune del cereale è grano Khorasan. Identificato originariamente come Triticum Polonicum, ma ulteriori esami hanno dimostrato che questa varietà di grano è attualmente Triticum Turanicum.

Quindi oggi la dicitura da utilizzarsi in etichetta riferendosi a questo prodotto ed alle farine derivate è:

-        - grano Khorasan (Triticum turgidum turanicum spp.) se l’ingrediente è il chicco intero

 -      - farina di grano Khorasan (Triticum turgidum turanicum spp.) se utilizziamo le farine nei prodotti da forno

-        - sfarinato di Khorasan (Triticum turgidum turanicum spp.) se utilizziamo le semole per fare pasta

 

PROPRIETA’ NUTRIZIONALI DEL GRANO KHORASAN 

Eccellente apporto energetico grazie ad un contenuto di acidi grassi leggermente superiore ad altri cereali, questo permette di avere un maggiore contenuto in calorie per unità di peso;

Migliore tollerabilità: in generale i cereali antichi presentano un profilo proteico che non ha subito delle manipolazioni o modificazioni genetiche dovute ad incroci forzati o irradiazioni. Presentano quindi un glutine più facilmente digeribile, cosa molto gradita al consumatore.

Maggiore presenza di polifenoli e flavonoidi: sono i composti chimici che la pianta secerne per difendersi.

In genere sono più presenti nei cereali antichi ancor più se questi sono coltivati con il metodo biologico quindi non protetti a priori dalla “copertura chimica”. Polifenoli e flavonoidi rappresentano poi un’importante risorsa antiossidante e protettiva dei tessuti una volta ingeriti

Maggiore contenuto di amidi complessi: un amido complesso (amilopectina nel caso dei cereali) necessità di più tempo per essere demolito rispetto all’amilosio che è l’amido più semplice nel quale viene scomposta. Ciò allunga il tempo di demolizione degli amidi in zuccheri più semplici e quindi aiuta a diminuire picchi glicemici nel sangue dovuti ad una rapida disponibilità di zuccheri successiva all’assunzione di prodotti a base di cereali

 

 

 

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